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Montelaterone è una frazione del comune di Arcidosso, situata a circa 4 km a nord-ovest dello stesso, in provincia di Grosseto nell'area del Monte Amiata. È situato su una cresta arenaria tra le valli dei torrenti Ente e Zancona.

L'abitato sorse poco dopo l'anno mille come possedimento dell'Abbazia di San Salvatore al Monte Amiata, per poi passare sotto il controllo senese già a partire dall'inizio del Duecento.

Il paese rimane quasi ininterrottamente sotto l'egemonia di Siena fino alla metà del Cinquecento quando, a seguito della definitiva caduta della Repubblica senese, entrò a far parte del Granducato di Toscana, seguendone le sorti da quel momento in poi.











il Cassero Senese





Il Cassero Senese di Montelaterone è la principale fortificazione presente nell'omonima località amiatina del comune di Arcidosso.
La fortificazione fu costruita dai Senesi in epoca Duecentesca, integrandola nel preesistente sistema difensivo fino all'epoca costituito unicamente dalle preesistenti Mura di Montelaterone, caratterizzate da una doppia cinta muraria.
Il complesso rivestì notevole importanza fino alla sua permanenza nel territorio della Repubblica di Siena. Una volta inglobato nel Granducato di Toscana a metà Cinquecento, il cassero non fu più ritenuto strategico dai Medici ed andò così incontro ad un lunghissimo ed inesorabile declino.
Nei secoli scorsi, gran parte della cinta muraria, di cui il cassero era parte integrante, fu inglobata da altri edifici; soltanto negli ultimi anni del secolo scorso, alcuni interventi di restauro hanno permesso di salvaguardare i ruderi dell'antico Cassero Senese.
Il Cassero Senese di Montelaterone attualmente si presenta sotto forma di imponenti ruderi ed è costituito da una torre addossata ai resti di altri edifici che si sviluppano a pianta poligonale.
La torre si presenta a sezione quadrangolare, con le pareti rivestite in pietra dove si aprono alcune finestre ad arco tondo; la parte alta, molto compromessa, è munita di alcune mensolette leggermente sporgenti che, in passato, costituivano l'appoggio per il coronamento sommitale.

la Chiesa di San Clemente























La chiesa di San Clemente attestata nel 1302-1303, nel XVI secolo fu ampliata, e ne fu variato l'orientamento. I resti del primitivo edificio sono riconoscibili nel paramento murario in pietra a filaretto; la facciata originaria corrispondeva all'odierno fianco destro, dove si notano tracce del rosone e del tetto a spioventi, e nel quale rimangono ancora il portale con arco ogivale ed elementi decorativi romanico-gotici nei capitelli e nell'architrave.
Tra le opere, il tabernacolo marmoreo con la figura dell' Eterno Padre (fine XV- inizi XVI secolo); la Messa di San Clemente, assegnabile ad Ilario Casolani; la tela con i Dolenti e San Clemente in adorazione della Croce (1673) di Francesco Nasini.